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Home > Palazzo Malvezzi de' Medici > Sala Rossa già Sala da Ballo

I Particolari

  1. Danza delle Ore: particolare centrale
  2. particolare dell'affresco
  3. particolare dell'affresco
  4. particolare dell'affresco
  5. particolare dell'affresco
  6. particolare centrale

Il Soffitto

Tipologia: Tempera su muro e stucco

Data: 1852-1853

Cenni:

La sala deve il suo nome al colore predominante dello sfarzoso arredo, l'unico nel Palazzo ad essersi mantenuto intatto fino ai giorni nostri: utilizzata dai Malvezzi come sala da ballo, presenta lungo le pareti delle pregevoli specchiere intagliate e dorate e vistosi divani capitonnè in velluto rosso. Opulenti ed enormi sono i due lampadari. Il tavolo in marmo e legno intagliato e dorato – realizzato direttamente nella sala, in quanto le dimensioni del piano non ne consentivano il passaggio dalle porte - e le grandi poltrone sono stati invece realizzati negli anni ‘30 per volere dell’Amministrazione Provinciale.
Dalle finestre della sala si può ammirare la facciata dell'antistante Chiesa di S. Giacomo.

Descrizione:

Sul soffitto è dipinta una scena centrale di argomento mitologico con muse, attorno alla quale si svolge una leziosa Danza delle Ore impreziosita da ghirlande di fiori sgargianti. Ai quattro lati piccoli ovali con puttini.

Committente:

famiglia senatoria Malvezzi(1500)

I Malvezzi fondavano la loro ricchezza su un ingente patrimonio fondiario, in particolare con i feudi di Castel Guelfo , della Selva e di Dozza, sul fiorente commercio della seta e su una lucrosa attività creditizia ed ebbero anche l'appalto della zecca.
Presero parte attiva nella vita politica cittadina, ricoprendo importanti cariche sia nella vita civile che ecclesiastica.
Sostenitori del partito guelfo, furono alleati dei Bentivoglio, al punto di scegliere la Via S. Donato (oggi Via Zamboni), per le loro residenze, proprio in virtù della vicinanza con la reggia dei Bentivoglio.
Nel 1488, tuttavia, i Malvezzi presero parte alla congiura contro i Bentivoglio ordita dai Marescotti; messi al bando furono privati delle loro ricchezze. Solo nel 1506, in seguito alla cacciata dei Bentivoglio e al passaggio della città sotto lo Stato della Chiesa, poterono rientrare a Bologna, riprendendo pieno possesso di tutti i loro beni, tra cui il grado senatorio (concesso loro da Papa Paolo II nel 1466).
Fu allora che la famigli decise di erigere un nuovo imponente palazzo, quale simbolo del rinnovato potere politico ed economico.
Alla metà dell'800 il piano nobile del Palazzo fu interamente decorato per volere di Giovanni Malvezzi, uomo di punta nella vita politica cittadina: Senatore del Regno nel 1860 e successivamente Sindaco di Bologna nel 1872.