Volte Cupole Soffitti, l'arte con lo sguardo all'insù

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I Particolari

  1. Particolare dello sfondato ovale
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Il Soffitto

Tipologia: Tempera su muro e stucco

Data: 1851-1853

Cenni:

Era l’antico salone delle feste dei Malvezzi, ma attualmente hanno qui luogo le sedute del Consiglio Provinciale.
Originariamente la sala occupava in altezza due piani con un doppio ordine di finestre, ma gli interventi ottocenteschi portarono alla soluzione attualmente visibile. I dipinti che ne ornavano le pareti, come anche alcuni delle altre sale, sono ora concessi in prestito ai principali musei d’arte cittadini.

Descrizione:

Il soffitto è ravvivato da uno sfondato prospettico eseguito da Onofrio Zanotti, su disegno di Francesco Cocchi, mentre le due figure centrali sono probabilmente opera dell’ornatista Andrea Pesci. Nel 2007 sono stati eseguiti lavori che hanno riportato alla luce il ricco e vivace drappeggio - che era stato coperto negli anni trenta del Novecento - dipinto a tempera. Esso decora il fregio delle pareti: sostenuto da putti in volo, racchiude agli angoli alcuni medaglioni recanti i ritratti di alcuni illustri esponenti della famiglia Malvezzi. Contestualmente sono stati riscoperti anche i grandi scudi contenenti acronimi e stemmi della famiglia che decorano le pareti della sala.

Committente:

famiglia senatoria Malvezzi(1500)

I Malvezzi fondavano la loro ricchezza su un ingente patrimonio fondiario, in particolare con i feudi di Castel Guelfo , della Selva e di Dozza, sul fiorente commercio della seta e su una lucrosa attività creditizia ed ebbero anche l'appalto della zecca.
Presero parte attiva nella vita politica cittadina, ricoprendo importanti cariche sia nella vita civile che ecclesiastica.
Sostenitori del partito guelfo, furono alleati dei Bentivoglio, al punto di scegliere la Via S. Donato (oggi Via Zamboni), per le loro residenze, proprio in virtù della vicinanza con la reggia dei Bentivoglio.
Nel 1488, tuttavia, i Malvezzi presero parte alla congiura contro i Bentivoglio ordita dai Marescotti; messi al bando furono privati delle loro ricchezze. Solo nel 1506, in seguito alla cacciata dei Bentivoglio e al passaggio della città sotto lo Stato della Chiesa, poterono rientrare a Bologna, riprendendo pieno possesso di tutti i loro beni, tra cui il grado senatorio (concesso loro da Papa Paolo II nel 1466).
Fu allora che la famigli decise di erigere un nuovo imponente palazzo, quale simbolo del rinnovato potere politico ed economico.
Alla metà dell'800 il piano nobile del Palazzo fu interamente decorato per volere di Giovanni Malvezzi, uomo di punta nella vita politica cittadina: Senatore del Regno nel 1860 e successivamente Sindaco di Bologna nel 1872.