Volte Cupole Soffitti, l'arte con lo sguardo all'insù

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I Particolari

  1. La scena centrale
  2. Figure ornamentali
  3. Figure ornamentali
  4. Figure ornamentali
  5. Figure ornamentali
  6. Particolare della scena centrale
  7. Particolare della scena centrale
  8. La firma di Andrea Pesci

Il Soffitto

Tipologia: Tempera su muro e stucco

Data: 1851-1853

Cenni:

La sala ospitava parte di una delle più ricche biblioteche private bolognesi, che comprendeva infatti non solo numerosissimi e rari codici manoscritti e volumi a stampa, prevalentemente di argomento locale, ma anche stampe, miniature, disegni, un’importantissima collezione di statuti manoscritti e a stampa (ora presso la Biblioteca del Senato a Roma) e una ricca raccolta di opuscoli e libri di soggetto bolognese. Il materiale, non acquisito dalla provincia al momento dell’acquisto del palazzo, è stato disperso tra diverse biblioteche bolognesi e romane e in parte venduto.
Notevole è il camino realizzato in alabastro e marmi colorati, scolpito da Massimiliano Putti e dai suoi allievi: sul ripiano si trovano due raffinati doppieri in bronzo e smalto e una imponente specchiera.

Descrizione:

Al centro del soffitto campeggia una grande scena di soggetto mitologico, dipinta da Antonio Pesci, con un trionfo di Dioniso in cui il dio, sul carro trionfale trainato da tigri, reca Arianna addormentata, attorniato dal suo seguito di satiri e amorini. Tutto attorno entro lunette si trovano satiri, ninfe e putti.

Committente:

famiglia senatoria Malvezzi(1500)

I Malvezzi fondavano la loro ricchezza su un ingente patrimonio fondiario, in particolare con i feudi di Castel Guelfo , della Selva e di Dozza, sul fiorente commercio della seta e su una lucrosa attività creditizia ed ebbero anche l'appalto della zecca.
Presero parte attiva nella vita politica cittadina, ricoprendo importanti cariche sia nella vita civile che ecclesiastica.
Sostenitori del partito guelfo, furono alleati dei Bentivoglio, al punto di scegliere la Via S. Donato (oggi Via Zamboni), per le loro residenze, proprio in virtù della vicinanza con la reggia dei Bentivoglio.
Nel 1488, tuttavia, i Malvezzi presero parte alla congiura contro i Bentivoglio ordita dai Marescotti; messi al bando furono privati delle loro ricchezze. Solo nel 1506, in seguito alla cacciata dei Bentivoglio e al passaggio della città sotto lo Stato della Chiesa, poterono rientrare a Bologna, riprendendo pieno possesso di tutti i loro beni, tra cui il grado senatorio (concesso loro da Papa Paolo II nel 1466).
Fu allora che la famigli decise di erigere un nuovo imponente palazzo, quale simbolo del rinnovato potere politico ed economico.
Alla metà dell'800 il piano nobile del Palazzo fu interamente decorato per volere di Giovanni Malvezzi, uomo di punta nella vita politica cittadina: Senatore del Regno nel 1860 e successivamente Sindaco di Bologna nel 1872.