Volte Cupole Soffitti, l'arte con lo sguardo all'insù

Nuova ricerca

Province:

Piacenza

  • Palazzi in arrivo!

Parma

Reggio Emilia

  • Palazzi in arrivo!

Modena

  • Palazzi in arrivo!

Bologna

Ferrara

Ravenna

Forlì Cesena

Rimini

  • Palazzi in arrivo!

Ricerca per:

Autore:

Secolo:

Tipologia:

Proprietà:

Percorsi:

Home > Teatro Comunale

Il palazzo

Secolo: XIX

Proprietà: Comune di Crevalcore

Il teatro comunale di Crevalcore fu edificato a partire dal 1874 su progetto dell’ingegnere centese Antonio Giordani. Il nuovo edificio sostituì il piccolo teatro in legno costruito nel XVIII secolo dentro il palazzo comunale su sollecitazione dei “giovani virtuosi” membri dell’Accademia degli Indifferenti Risoluti. Gli accademici, che già dal 1673 avevano chiesto e ottenuto dalle autorità cittadine uno spazio all’interno del palazzo comunale per mettere in scena i propri spettacoli teatrali, nel 1726 si accordarono col comune per ricostruirne a proprie spese la struttura, inadeguata e fatiscente, affidando il progetto a Ferdinando Galli Bibiena e l’esecuzione al suo allievo Giacomo Monari. Il teatro, in legno, a tre ordini di palchi con ornamenti in stucco, ospitò le tradizionali rappresentazioni di carnevale, le commedie, di Carlo Goldoni in particolare, messe in scena dagli accademici e gli spettacoli di altre compagnie teatrali.
Dopo la soppressione dell’Accademia degli Indifferenti Risoluti avvenuta durante il periodo napoleonico, il teatro divenne sempre più fatiscente e fu abbattuto nel 1866. L’amministrazione comunale decise dunque di costruire un edificio indipendente sul corso principale. Un primo progetto proposto dall’architetto Fortunato Lodi fu abbandonato perché giudicato troppo dispendioso e l’incarico venne affidato ad Antonio Giordani che elaborò un progetto più semplice, con meno ambienti accessori, tre ordini di palchi senza gallerie e una sobria facciata su due livelli, con portico scandito da lesene con capitelli corinzi e grandi finestre ad arco.
Il teatro fu inaugurato il 3 settembre 1881 con l’opera verdiana “Il Trovatore”.

Le sale