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Battistero degli Ariani

Piazza Ariani

Ravenna (Ravenna)

Il palazzo

Secolo:

Proprietà: mibac

Il battistero venne fatto costruire dall’imperatore Teodorico (493 - 526) durante gli anni del proprio regno, tra il 493 ed il 526, insieme ed accanto alla cattedrale degli Ariani, oggi Basilica dello Spirito Santo. Entrambi gli edifici, realizzati in contrapposizione alla cattedrale ed al battistero cattolici, sono situati in un’area a nord est del centro di Ravenna, dove si trovavano anche il palazzo reale di Teodorico, oggi scomparso, con l’annessa basilica palatina, oggi Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo. L’insieme veniva a creare un vero e proprio quartiere dei Goti, che professavano il culto ariano respinto dal Concilio di Nicea nel 325, topograficamente diviso dalla parte romana, e cattolica, della città.
Con l’imperatore Giustiniano, nel 561, l’edificio venne riconsacrato, insieme alla cattedrale, al culto cristiano ortodosso, e trasformato in un oratorio dedicato alla Vergine Maria.
Per la ricchezza dei mosaici che lo contraddistinguevano, di cui ora resta solo la porzione della volta, prese il nome di Santa Maria in Cosmedin (dal greco: adornata), durante la presenza dei monaci basiliani, che qui vi ebbero un piccolo cenobio. Essi furono in seguito sostituiti dai benedettini, che vi rimasero dall’XI al XV secolo, quando la piccola chiesa venne affidata al clero secolare.
Restaurata nel XVI secolo dai fratelli Baldassarre e Corrado Grassi di Bologna, rimase alla Chiesa fino al XIX secolo, quando fu acquistata da un privato che, nel 1914, la rivendette allo Stato.
La costruzione, a pianta ottagonale, è interamente realizzata in muratura, compresa la volta. Da indagini archeologiche recenti sono emersi i resti di un corridoio anulare costruito intorno al corpo centrale, così come rappresentato nel mosaico della Chiesa di Sant’Apollinare Nuovo.
La cupola è l’unica parte di cui si conserva la decorazione a mosaico. Il soggetto è simile a quello del Battistero Neoniano, cattolico: al centro di una processione di apostoli è raffigurata la scena del battesimo di Cristo. Il mosaico, con tessere di vetro a foglia metallica oro oro; vetro di supporto tendente al verde marmo bianco, pasta vitrea in varie tonalità è di particolare interesse in quanto costituisce, per il suo stato di conservazione e le quasi inesistenti manomissioni, una preziosa testimonianza dell’arte del periodo teodoriciano. Per tali motivi, nel 1996, è stato incluso fra i siti UNESCO Patrimonio dell’Umanità.

Le sale